La più bella biografia di B.P. - Michel Menu

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Robert Baden Powell

 

Il padre dei boys-scout era giovane verso il 1880. Nell'epoca in cui le damigelle di Londra e i “dandies” della Belle-Epoque danzavano con più o meno grazia al Carlton, egli montava guardia a Kokoran, lungo linee telegrafiche, nel cuore dell'India. Sottotenente a 18 anni, grazie a un successo eccezionale al concorso per l'Armata, cavaliere di gran classe e domatore di cavalli selvaggi, cacciatore di fiere e di farfalle, odorava di cuoio e di polvere.


Generale dell'Impero, contemporaneo di Nietszche, Freud, Lenin e Bergson, di Einstein e di Marconi, di Blériot e dei fratelli Lumière, aveva 43 anni nel 1900. Alto, secco, aveva tanto humor e molto più sovente, di quanto sapesse ben maneggiare la lancia. Azzimato o vestito da “trappeur”, non perdeva mai il sangue freddo. Dormiva poco e parlava ancor meno.

Specie di aristocratico cow-boy filosofo d'occasione e pensatore sempre, sviluppava una personalità equidistante fra Bufalo Bill, don Chisciotte, Montaigne e La Pira, prendendo da ciascuno d'essi la parte migliore. Un uomo molto seducente, di faccia come di profilo, di cuore e di portamento, e per di più inesauribile. Lo vediamo in India, a Città del Capo, in Canadà. Visita le Scuole dei Cavalieri di Saumur, in Francia, e a Vienna, in Austria, incontra i cadetti di Amburgo e i Woodcrafts (atleti di corsa campestre) di Chicago. Si fa dell'uomo un'idea universale. Scrive.

Scrive - dopo aver fatto – “la Campagna dei Matabele”. Non parla senza sapere. Descrive - dopo averle praticate – “La caccia al cinghiale”, “Le Avventure di una Spia”. È poeta, in alcune occasioni, romanziere, attore, navigatore. Riceve brillanti riconoscimenti di guerra, poi un Premio mondiale per la Pace. Mai attirato dagli onori o dall'ambizione, amante dei cani, riservato, campione di tiro con la pistola.

 
Un essere umano stupefacente e, quel che è di più, normale. Nessuna scienza eccezionale è in lui, ma un universo di piccole scienze. Un essere umano normale, ma che disponeva sempre d'un grande margine d'energia di riserva per misurare a distanza, giudicare, prevedere, agire. Giocatore di polo, ma non di poker. Si desidererebbe molto averlo nella propria galleria di antenati.

Quest'uomo, prima del “Serafino ”, che voga verso le Indie nel 1876, egli, solo, e che cerca la solitudine nella pesca, nella campagna o nel Weld, quest'uomo è un ansioso-calmo. É ansioso perché sa prevedere l'effetto di un impatto. Per lui un punto perso sono due punti da riguadagnare per avere la vittoria. Vede l'Europa, e già nel 1908 annuncia la guerra del '14. Lo si biasima in Parlamento. Egli è stato soldato e ha visto reclute a migliaia. Ha paura. Si angoscia per l'egoismo diffuso e la quantità di “giovani apaches”(termine che, agli inizi del secolo, non serviva tanto a definire particolari tribù pellerossa, quanto la “gioventù bruciata” di allora) che prolificano nelle grandi città. L'Inghilterra corre verso grandi pericoli, la Francia e la Germania entrano nella loro era di follia. “Il battello affonda... Il Mondo è folle...”. Ma Baden-Powell ha due qualità maggiori. Egli è accorto, accorto in tutto e vede lontano.

 

 



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