Il campo estivo

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[Al campo] c'è tutto il lavoro di piantare le tende, procurarsi l'acqua e la legna da ardere, cucinare il cibo, e rendere il campo comodo. Tutta una serie di lavori da niente, ma che presi nel loro insieme sono importanti. All'adulto essi forniscono uno svago e danno soddisfazione, mentre al ragazzo arrecano gioia ed esperienza, gli insegnano a trarsi d'impaccio, a badare a se stesso e a pensare agli altri, tramite l'eccellente disciplina della vita al campo e l'abitudine a dover fare da solo la cosa giusta.

dal Taccuino di Sir Robert Baden-Powell, pag. 43

 

Il campo è ciò che attira i ragazzi. E' al campo che il capo ha la sua grande occasione. Egli può far entusiasmare i ragazzi con lo spirito che il metodo richiede; lo spirito è tutto. Una volta che esso sia sviluppato, tutto viene con facilità: senza di esso, riuscire a dare al ragazzo una formazione scout è praticamente impossibile. [...]
Ugualmente essenziale, poi, è avere al campo un preciso programma di lavoro per ogni giorno, con soluzioni alternative per l'eventualità di cattivo tempo. Il campo deve esser sempre in attività e non rappresentare una scuola di bighellonaggio senza costrutto, [regola che, del resto, vale per tutte le attività dell'anno]...

dal Taccuino di Sir Robert Baden-Powell, pag. 53

 

Art. 26 (campo estivo) del Regolamento Metodologico – Parte E/G
Il campo estivo, momento privilegiato della squadriglia e della vita di tutto il reparto, risponde alle esigenze dei ragazzi che chiedono autonomia, avventura, condivisione; risponde inoltre alla offerta di momenti educativi anche per quanto riguarda bisogni meno espressi. Il campo è un banco di prova per i ragazzi per quanto riguarda: le capacità tecniche maturate; i rapporti vissuti; l'autonomia raggiunta dalle squadriglie; la gestione delle attività; lo spirito di adattamento all'ambiente circostante. Il reparto vive questo momento curando che le attività e le tradizioni siano vissute con serietà, essenzialità, divertimento, nello stile di impresa che caratterizza tutta la durata del campo.

 

 

 

Secondo la nostra metodologia di lavoro, che trae spunto dagli scritti del nostro fondatore e si cristallizza in un preciso "Regolamento metodologico", il campo estivo rappresenta una tappa obbligata per la formazione scout del ragazzo, il culmine verso il quale è diretto tutto il lavoro dell'anno sociale trascorso, che altrimenti risulterebbe pressoché inutile. A meno che qualcuno presupponga (magari ragionevolmente) che tale lavoro sia già di per sé inutile (o di poco conto...): De gustibus non est disputandum. Ecco perché già da parecchi anni la Comunità Capi ritiene indispensabile che tutti i soci giovani prendano parte al campo estivo, e subordina la permanenza nella nostra associazione a codesta partecipazione, salvo eventi imprevedibili o cause di forza maggiore...

riveduto da una lettera ai genitori del Maggio 2007

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