La più bella biografia dell'adolescenza - Pagina 5

Scritto da L.Stissi
PDFStampaE-mail
Indice
La più bella biografia dell'adolescenza
Pagina 2
Pagina 3
Pagina 4
Pagina 5
Tutte le pagine

Nicolò è uno di questi milioni di giovani, istruiti, viziati, pressati, uniti, senza punti di riferimento. Egli eredita un mondo affascinante, ma in un capogiro. Egli aspira, dalla nascita, al paradiso terrestre e sta per buttarsi sui miraggi. Ha maggiori possibilità di riuscirci di quante non ne ebbero mai i suoi avi, tante da rovinarsi l’anima.

 

L’umanità nutre i suoi cancri. Nascono milioni di uomini ogni anno, ma divengono folli diventando grandi. L’avvenire secondo voi, signori, la salute del mondo, la fortuna delle genti, è dunque una semplice funzione dell’educazione?

 

Nicolò è qui di fronte a te, il suo Capo. Inafferrabile e attaccante, uno e segreto, scoraggiante ed inespugnabile. Il tempo di un lampo, e tu hai potuto comunicare con lui, due parole, tre anni, un gesto. Tu hai l’orgoglio, immenso e presuntuoso, di pretendere di intervenire nella sua salvezza e, attraverso lui, nel destino del mondo. Temerario! Tu hai la Grazia o la chiami, la Grazia del concreatore. Che audacia! Non aver paura. Ama.

 

Questo Nicolò, o come altrimenti si digiti il suo nome all’Anagrafe, che entra facendosi annunciare da se stesso, è “il più grande” nella classificazione sottile di un profondo mistero. “Il suo angelo vede la faccia di Dio”. Il problema maggiore dell’avvenire non è quello della massa, della democrazia o delle autostrade, solamente, nemmeno quello della “gioventù”, ma quello di questo uomo in fiore. Osserva, comprendi, ama. Dopo si vedrà.

 

Ma se non vedrai Dio in Nicolò, mio caro Capo, mio caro Sholmes, allora chiudi questo libro. Se tu non sei affascinato, vedendo Nicolò tanto da vicino, allora pazienza, entra a far parte di una società di camping, di un movimento politico, fabbrica fucili o strutture o servi (ci si può sempre rendere utili in qualche modo...), dedicati a te stesso, oppure trovati un posto, comodo, dove gli altri possano dire che fai del bene senza che ti costi tanta fatica sacrificio e coraggio, oppure, se hai energie da spendere, trovati un posto in cui puoi fare qualcosa di utile che ti costi fatica e sacrificio ma non coraggio, però deponi le insegne austere e sfolgoranti del Capo_

 

 

 

 

 

[1] tratto da L. Stissi, Progetto del capo - ovvero com'essere accusati di "scautismo", Bisappre editore, maggio 2009, e non sostanzialmente riadattato da M. Menu, Arte e tecnica del Capo (Psicopedagogia obiettiva in gruppi di adolescenti), Ed. Ancora Milano, 1975 - traduzione di Art et technique du Scoutmestre, Ed. Delachaux & Niestlé , Paris, 1965, pagg. 56-63.

 

I disegni, tranne l'ultimo, sono stati realizzati con tecnica digitale. Si riferiscono ai campi estivi della branca E/G degli anni 2006-2007 e 2007-2008.


"Nel breve passo del mio libro, non mi riferisco a delle persone precise, ma a dei personaggi: cioè a modelli rappresentativi ideali, ma al contempo comuni e concreti, di quei particolari educatori e di quegli educandi che chiamo rispettivamente Herlock Sholmes e Nicolò. Herlock Sholmes, per chi non lo sapesse, è il detective che dà la caccia ad Arsène Lupin nei romanzi di Maurice Leblanc, esso corrisponde all’Ispettore Zenigata dei più popolari cartoni animati tratti da quei romanzi. Leblanc nel dare il nome a quel personaggio dei suoi romanzi, ha significativamente invertito le iniziali del nome del famoso Sherlock Holmes, proprio per sottolineare le scarse capacità intuitive e deduttive di quel detective un po’ cocciuto e un po’ buffo che puntualmente fallisce contro Lupin. Riutilizzo poi il nome di Nicolò, come ho fatto nel mio precedente racconto Il giro del mondo in dodici giorni, Bisappre Editore, 2008, anche qui non per riferirmi a una persona precisa, ma nell’intento, forse mal riuscito, di omaggiare in tal modo la figura del nostro Santo Patrono San Nicolò Politi (patrono di Adrano)."



Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna