Ultime comunicazioni

Gruppo AGESCI Adrano 1

Chi siamo

Scritto da Orso Brioso
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Fazzolettone Adrano 1Il Gruppo scout Adrano 1° nasce ad Adrano il 23 Dicembre 1985.

 

Esso fa parte dell'AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) ed è inserito nella Zona Etna Alto Simeto, che comprende, attualmente altri 12 gruppi.

 

Il Gruppo ha sede presso l'Oratorio della Chiesa Maria SS. del Rosario ed è seguito dall'Assistente Ecclesiastico P. Nino La Manna.

Esso è attualmente composto da: 20 lupetti (Branco), 21 esploratori/Guide (Reparto), 9 rover/scolte (Clan) e 12 capi (Comunità Capi).

 

Il fazzolettone dell'Adrano 1° è caratteristico per la sua forma quadrata, anzichè triangolare.
Si compone fondamentalmente di tre colori:
- Azzurro: Colore del velo della Madonna, alla quale il gruppo è devoto.
- Blu e Bianco: Colori della città di Adrano, che a loro volta rappresentano il cielo sempre limpido e sereno e la bellezza dell'Etna innevata.
L'8 dicembre di ogni anno si è soliti mettere fra le mani giunte dell'Immacolata (in Piazza Immacolata) il fazzolettone in segno di affidamento e protezione dell'oratorio di cui il gruppo fa parte da più di venticinque anni.

 

Giu
22
2015

Roma 13 Giugno 2015

Scritto da Simone Ultimo aggiornamento (28 Agosto 2015)
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                              PAPA FRANCESCO INCONTRA GLI SCOUT
                                             
                                          
                     



             UN INCONTRO EMOZIONANTE E INDIMENTICABILE..
                                               GRAZIE..
                                       PAPA FRANCESCO.

Cari amici dell’AGESCI, buongiorno!

Vi ringrazio di essere venuti così numerosi da tutte le regioni d’Italia a formare questa festosa presenza in Piazza San Pietro. Saluto il Capo Scout e la Capo Guida, l’Assistente Ecclesiastico Generale, i lupetti e le coccinelle, gli esploratori e le guide, i rover e le scolte, con le comunità-capi e i sacerdoti assistenti.

Vi dirò una cosa - ma non vantatevi! -: voi siete una parte preziosa della Chiesa in Italia. Grazie! Forse i più piccoli tra voi non se ne rendono bene conto, ma i più grandi spero di sì! In particolare, voi offrite un contributo importante alle famiglie per la loro missione educativa verso i fanciulli, i ragazzi e i giovani. I genitori ve li affidano perché sono convinti della bontà e saggezza del metodo scout, basato sui grandi valori umani, sul contatto con la natura, sulla religiosità e la fede in Dio; un metodo che educa alla libertà nella responsabilità. Questa fiducia delle famiglie non va delusa! E anche quella della Chiesa: vi auguro di sentirvi sempre parte della grande Comunità cristiana.

L’anno scorso, in agosto, vi ho telefonato quando eravate radunati nella pineta di San Rossore. Vi ricordate? Avevate fatto una grande route nazionale, come dite voi. E avete fatto la “Carta del coraggio”. Questa “Carta” esprime le vostre convinzioni e aspirazioni, e contiene una forte domanda di educazione e di ascolto rivolta alle vostre comunità capi, alle parrocchie e alla Chiesa nel suo insieme. Questa domanda investe anche l’ambito della spiritualità e della fede, che sono fondamentali per la crescita equilibrata e completa della persona umana.

Quando una volta qualcuno chiese al vostro fondatore, Lord Baden Powell, “che cosa c’entra la religione [con lo scoutismo]?”, egli rispose che «la religione non ha bisogno di “entrarci”, perché è già dentro! Non c’è un lato religioso del Movimento scout e un lato non… L’insieme di esso è basato sulla religione, cioè sulla presa di coscienza di Dio e sul suo Servizio» (Discorso ad una conferenza di Commissari scout/guide, 2 luglio 1926, in L’educazione non finisce mai, Roma 1997, p. 43). E questo l’ha detto nell’anno ’26.

Nel panorama delle associazioni scout a livello mondiale, l’AGESCI è tra quelle che investono di più nel campo della spiritualità e dell’educazione alla fede. Ma c’è ancora tanto da lavorare, perché tutte le comunità-capi ne comprendano l’importanza e ne traggano le conseguenze.

So che fate dei momenti formativi per i capi sull’accostamento alla Bibbia, anche con metodi nuovi, mettendo al centro la narrazione della vita vissuta a confronto con il Messaggio del Vangelo. Mi congratulo con voi per queste buone iniziative, e mi auguro che non si tratti di momenti sporadici, ma che si inseriscano in un progetto di formazione continua e capillare, che penetri fino in fondo nel tessuto associativo, rendendolo permeabile al Vangelo e facilitando il cambiamento di vita.

C’è una cosa che mi sta particolarmente a cuore per quanto riguarda le associazioni cattoliche, e vorrei parlarne anche a voi. Associazioni come la vostra sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito Santo suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori. Sono certo che l’AGESCI può apportare nella Chiesa un nuovo fervore evangelizzatore e una nuova capacità di dialogo con la società. Mi raccomando: capacità di dialogo! Fare ponti, fare ponti in questa società dove c’è l’abitudine di fare muri. Voi fate ponti, per favore! E col dialogo, fate ponti. Ma questo può avvenire solo a una condizione: che i singoli gruppi non perdano il contatto con laparrocchi adel luogo, dove hanno la loro sede, ma che in molti casi non frequentano, perché, pur svolgendo là il loro servizio, provengono da altre zone. Siete chiamati a trovare il modo di integrarvi nella pastorale della Chiesa particolare, stabilendo rapporti di stima e collaborazione ad ogni livello, con i vostri vescovi, con i parroci e gli altri sacerdoti, con gli educatori e i membri delle altre associazioni ecclesiali presenti in parrocchia e nello stesso territorio, e non accontentarvi di una presenza “decorativa” alla domenica o nelle grandi circostanze.

Ci sono, nell’AGESCI, molti gruppi che già sono pienamente integrati nella loro realtà diocesana e parrocchiale, che sanno fare tesoro dell’offerta formativa proposta dalla comunità parrocchiale ai ragazzi, ai giovanissimi, ai giovani, agli adulti, frequentando, insieme con gli altri loro coetanei, i gruppi di catechesi e formazione cristiana. Fanno questo senza rinunciare a ciò che è specifico nell’educazione scout. E il risultato è una personalità più ricca, e più completa. Se voi siete d’accordo.. andiamo avanti così!

Vi ringrazio tutti: lupetti e coccinelle, esploratori e guide, rover e scolte, comunità capi e sacerdoti assistenti. Vi accompagno con la mia preghiera, ma chiedo anche a voi di pregare per me.

Buon cammino a tutti voi.

Nov
05
2013

Apertura anno sociale 2013/2014

Scritto da Simone Ultimo aggiornamento (12 Novembre 2013)
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Si è svolta domenica 3 novembre presso il terreno di C.da Parricchia la tradizionale cerimonia dei "passaggi" che ha coinvolto 10 scout che dal branco sono passati al reparto iniziando cosi il percorso di esploratori/guide.

Alla giornata festosa hanno partecipato anche i genitori che con la loro presenza hanno dimostrato la loro vicinanza e la loro condivisione al progetto educativo che la Comunità Capi sta mettendo in atto in questi anni.
Conclusa questa fase si procederà con l'ingresso nel gruppo dei nuovi iscritti. Il gruppo scout avrà il piacere di accogliere fino a 10 nuovi lupetti (bambini e bambine nati esclusivamente nell’anno 2005) e fino a 6 nuove guide (ragazze nate dal 1998 al 2002 con priorità agli anni 2001 e 2002). Tutti i ragazzi e le ragazze nati dal 1994 al 1997 possono richiedere  l’ingresso al clan, la branca dei rover e delle scolte.

Le iscrizioni si terranno presso l’Oratorio Maria SS. Del Rosario da lunedi 11 novembre a lunedi 18 novembre dalle ore 17:00 alle ore 18:00. Ad accogliere le richieste e rispondere ad ogni eventuale chiarimento ci saranno i membri della Comunità Capi. In caso di esubero di iscritti, si procederà con un sorteggio.

La più bella biografia dell'adolescenza

Scritto da L.Stissi
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(Appunti per ragazzi, Capi, educatori d'oggi e altri figuri)

 

 

 

Nicolò [1]

 

Arriva. Lui. Il vivente.

Arriva e si annuncia.

Al suo passaggio le porte sbattono e nell’aria risuona “Vaffancxxx!”, borbottato a tutto spiano. È un giorno calmo. Nicolò non è furioso, entra con scasso. Entra con scasso in casa sua, in casa vostra, in classe, in oratorio, sull’autobus, nella vita. Entra come può. Un cantante gli ha lasciato in eredità il suo taglio di capelli e alcune gesta da grande menefreghista. I professori di liceo tentano di imbrigliarlo, d’istruirlo alle leggi delle cifre e ad una geografia provvisoria. Suo padre gli offre pochi o troppi spiccioli e una faccia comunque non all’altezza delle sue aspettative, qualche principio fondamentale.

Nicolò riceve molto dal suo ambiente: i banchi di scuola verdastri e gli aerei che vede passare, la musica e la televisione per colazione pranzo e cena, il battesimo e il climatizzatore e la vita virtuale. Egli eredita moltissime cose.

 

L’eredità porta anche ciò che è pesante da portare, ed è perciò che le porte sbattono. 

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